Post

In primo piano

L'ultima seduta

Immagine
Anche questa volta penso di partecipare all'iniziativa della mia amica Patricia, che come di consueto ha lanciato l'hastag mensile di #insiemeraccontiamo 44: vuol dire che questo gioco social di scrittura dura da 44 mesi, cioè tre anni ed otto mesi, un bel traguardo! Ne approfitto quindi per complimentarmi con lei  per i suoi spunti e la sua perseveranza. Questa edizione dell'esercizio di scrittura ha il seguente incipit:
L’avrebbe salutata e poi le avrebbe detto di stendersi sul lettino e di iniziare a fare qualche esercizio di rilassamento. Le solite palle. Dopo di che avrebbe cominciato col domandare come era trascorsa la settimana. Capirai in sette giorni cosa poteva essere successo di così eccezionale. Infine…. “E adesso mi dica una cosa,….”
Quello che segue il mio sviluppo:

"Lei quando pensa di poter concludere questo trattamento? Io purtroppo non sarò più in grado di occuparmi di lei e, da quanto capisco, al momento lei possiede tutte le risorse e gli strumenti nec…

Il casatiello a casa mia

Immagine
Allora stamattina abbiamo infornato tutti il casatiello? Io l'ho fatto: lo so si può comprare, quello comprato riesce sicuramente bene e non rischia di farvi fare una brutta figura, ma il profumo del casatiello che si cuoce nel forno di prima mattina, per quanto mi riguarda è l'odore della tradizione e della famiglia, quello di casa mia. Avrò una certa difficoltà ad insegnarvi questa ricetta, perché è una di quelle in cui più che pesare vado ad occhio. Il casatiello poi in verità è una di quelle cose che ognuno fa a modo suo, perché non è altro che un pane condito e di conseguenza, come si suol dire, quello che ci metti quello ci trovi. Al giorno d'oggi c'è chi invece di usare la sugna, preferisce l'olio, per via della colesterolemia alta o comunque per fare una cucina più leggera e salutare. A casa mia invece uso la sugna. Se uno non può mangiare il casatiello, ne fa a meno, ma se lo mangia, allora la sugna ed il pepe sono, oltre all'impasto del pane, gli unic…

La coda di paglia: perle di antica saggezza

Immagine
Oggi torniamo a parlare dei modi di dire e proverbi antichi, ripescati dalla saggezza popolare partenopea. La "coda di paglia" è una locuzione usata per indicare una persona permalosa e facilmente irritabile. Chi ha la coda di paglia è uno che si offende facilmente ed altrettanto facilmente si sente chiamato in causa, magari perché (ed anche questo aspetto è sotteso nella locuzione di cui sopra) ha una qualche sua magagna segreta, ma rivelata solo da quella particolare sensibilità.
A dire la verità, nei proverbi e modi di dire antichi, specie quelli della cultura contadina, accade spesso di sentir parlare di paglia. Si dice ad esempio che la paglia messa vicino al fuoco brucia, per rappresentare l'opportunità di prevenire spiacevoli incidenti, evitando le occasioni di rischio. Fatto sta che la paglia brucia facilmente: basta poco perché divampi e si consumi in un istante. La coda di paglia quindi è qualcosa di facilmente infiammabile: la persona che ha la coda di paglia s…

Memoria di lavoro: ringiovanisce con l'elettrostimolazione

Immagine
Un team di studiosi dell'Università di Boston ha trovato un sistema di elettrostimolazione cerebrale, grazie al quale la performance, specificamente la memoria di lavoro, di soggetti di età compresa tra i 60 ed i 70 anni ringiovanisce fino ad essere indistinguibile da quella dei ventenni. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista "Nature Neuroscience". Anche se può apparire un po' inquietante pensare ad una scienza capace di manipolare le attività cerebrali, in realtà tali manipolazioni vengono agite abbondantemente attraverso una grande varietà di psicofarmaci, usati per la cura di diversi disturbi mentali. L'elettrostimolazione  in sé, come molte altre cose, non è buona o cattiva, mentre può essere buono o cattivo l'uso che ne viene fatto.
Lo studio, come si diceva, è stato centrato sulla cosiddetta memoria di lavoro: si tratta di quella parte del processo mnesico, che ci consente di immagazzinare e collegare temporaneamente le percezioni, in modo da rende…

Pettegolezzi di pianerottolo: fazioni e schieramenti

Immagine
Voi vi chiederete perché parlo di queste cose, vale a dire dei pettegolezzi, quelli che in qualche misura, finiscono per avvelenare qualsiasi ambiente chiuso, come i luoghi di lavoro, i condomini e qualsiasi altro contesto sociale, reale e/o virtuale, dove le persone devono interagire, magari conoscendosi poco e frequentemente motivate da opportunità, convenienza e/o semplici giochi di potere. Confesso che fin dalla più tenera età, sono stata sempre completamente aliena ai pettegolezzi da pianerottolo, non tanto per immunità acquisita, quanto per resistenza genetica: tutti divisi e schierati per le diverse fazioni ed io che invece passavo la maggior parte del mio tempo sui libri e (lo confesso) consideravo stupide le persone che praticano abitualmente pettegolezzo e maldicenza, sollevando polveroni da granelli di sabbia, come se non avessero proprio niente altro di più serio ed importante cui dedicare il tempo della propria vita.
In adolescenza poi, varcate le colonne d'Ercole del …

La melanzana a funghetti (ricetta)

Immagine
Oggi vi parlerò di uno dei piatti più umili e saporiti dell'antica tradizione contadina, ovvero la melanzana a funghetti: è una delle preparazioni più povere per l'ortaggio, perché non richiede l'uso di ingredienti proteici (più costosi, una volta almeno) ma solo di melanzane, pomodorini, sale olio ed aglio. Insomma una pietanza o un contorno decisamente proletario, che alcuni tra i più fortunati (quelli che coltivano un orticello) potrebbero preparare a costo zero e chilometri zero, come si suol dire.
Ci occorrono melanzane di terra asciutta, vale a dire quelle di forma allungata con la buccia nera, pomodori cosiddetti datterini, cioè quelli piccoli e dolci a forma di dattero appunto, sale grosso, uno spicchio di aglio fresco, qualche foglia di basilico, olio per friggere ed olio extravergine di oliva. Bene: laviamo le melanzane e ne asportiamo le due estremità, poi le tagliamo a bastoncini e le mettiamo sotto sale. Bastano un paio di manciate di sale grosso, distribuite…

Inquieta primavera (poesia)

Immagine
E va bene: la primavera ormai dovrebbe essere inoltrata e voi la volevate con tanti fiorellini e gemme colorate, cinguettio di uccelli, voli di rondini e, perché no? Qualche novità emozionante, ma invece niente! Il tempo è capriccioso: balena un'illusione di sole e poi subito si incupisce, uscite senza cappotto e poi maledite la vostra audacia, sotto la sferza del venticello umido e beffardo, sicché meglio correre a rintanarsi ed evitare il peggio. La primavera ci rende così: un po' tesi e quando il clima non è accogliente per la vita all'aperto, questa tensione si traduce in insofferenza ed inquietudine.




Sono scivolata
in un canto deserto,
a passo veloce
rasente muri
di calcinacci cadenti.

Nell'aria umida,
tersa come la pioggia,
levo lo sguardo
alla coltre densa
avvolta al monte.

Deserto il mare:
cerchio di volo,
scrutando il crespo,
disegna in aria
un gabbiano solitario.

Come l'attesa
di quel sorriso:
passa in un brivido
soltanto un broncio
di primavera.

altri post